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Il muso e i denti

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     Il muso di un cane spesso “parla” molto di più di quanto noi pensiamo, tanto da diventare difficile comprenderne ogni sfaccettatura. Questo “elemento comunicativo” comprende il tartufo, gli occhi ed i denti, oltre alle espressioni facciali nel loro insieme (proprio come accade per l’uomo).

      Per esempio in moltissime occasioni tendiamo a sottovalutare che i momenti in cui il cane annusa. Ciò avviene non solo durante le passeggiate, quando è più evidente il gesto i sé. Annusare per i nostri amici significa conoscere, esplorare, capire. Pertanto, loro annusano anche noi, i nostri vestiti, i luoghi della casa in cui ci siamo stati noi, un estraneo oppure un altro animale. In tutte queste situazioni, il cane “legge” dei segnali e li immagazzina in una sorta di “memoria olfattiva”: ecco perché anche questo aspetto non va sottovalutato.

     Spiegare a parole – in una pagina di testo – un “vocabolario” estremamente ampio di espressioni del muso risulta difficile e limitativo. Solo attraverso una continua osservazione dei cani, in situazioni e momenti diversi tra loro, si può arrivare a capirne il significato. Ovviamente risulta essere un processo lungo e continuativo, ma molto appagante all’interno di un rapporto “speciale” cane – uomo.

      Anche gli occhi dicono sempre molto. Per esempio, è facile distinguere quando un cane vuole delle coccole, oppure è in attesa di un momento di gioco, oppure quando avverte una fonte di stress. Purtroppo una formula magica o un metodo univoco di interpretazione non esiste, ma ripetiamo quanto detto sopra: osservate, osservate ed osservate il vostro amico studiandolo in ogni frangente della vita quotidiana.

     Da non sottovalutare invece quando il cane mostra i denti. In queste circostanze l’animale può essere sotto stress, in uno stato di squilibrio oppure mostra segni di dominanza aggressiva. Un cane non dovrebbe mai mostrare i denti, se non i casi di autodifesa oppure di pericolo estremo.

   Se il vostro cane dovesse mostrare forti e continui segnali di squilibrio, il consiglio più utile rimane quello di contattare un buon comportamentalista.